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CATASTO AI COMUNI

Molto si discute in relazione al fatto che la legge finanziaria per il 2007 abbia previsto che agli enti locali siano conferite funzioni di partecipazione nella determinazione degli estimi catastali, con riserva della decisione finale allo Stato e quindi all’Agenzia del Territorio.

Il timore che dalla partecipazione dei Comuni si passi alle decisioni definitive è concreto e la conseguenza temuta è che i Comuni possano liberamente fissarsi la base imponibile, oltre che le aliquote dell’ICI che, per essi, è fonte primaria di natura tributaria.

La volontà politica sottesa a tutto questo (Catasto ai Comuni e Catasto di valori) si spiega con la volontà di offrire agli enti locali la possibilità di supplire ai tagli ICI, di cui tanto si parla in questi giorni, con l’aggiornamento della base imponibile e con l’affidamento al solo catasto di valori, invece che di redditi.

Da ciò potrebbe discendere un conflitto di interessi tra Stato e Comuni ed un gigantesco conflitto con i cittadini spinti dall’aggravio fiscale a reagire avverso le tariffe d’estimo. Tuttavia, i contribuenti potrebbero avere non poche difficoltà a ricorrere, senza una preventiva riforma del contenzioso volta a conferire certezze dell’organo competente a giudicare in materia catastale ed a valutare il merito degli estimi e dei dati applicabili sul territorio.

avv. Raffaele Specchi

 

 

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